le Vent Noir

Il progetto vede coinvolta  la Compagnia Susanna Beltrami, e i suoi danzatori. Lo scopo è quello di indagare attraverso il corpo, la gestualità e la creatività, su importanti temi psicanalitici e filosofici che trattati artisticamente possano coinvolgere l'interesse di una platea più vasta, una sorta di trattato concepito tra pensiero e azione, tra parola e gesto, tra intuizione e realizzazione. Come per il progetto precedente Kore & Psiche, la finalità dell'opera è quella di non prevedere solo spazi scenici teatrali ma anche alternativi quali musei, sale universitarie ed altri. Infatti, “Le vent noir”, nasce e vive non su di un palco, ma all’interno delle stanze di DanceHaus Susanna Beltrami,  spazio concepito e realizzato come una vera e propria “casa della danza”; proprio grazie a questa scelta, il progetto, non è fruibile passivamente da un’unica prospettiva frontale, al contrario è uno spettacolo itinerante, che passa di stanza in stanza, permettendo al pubblico di partecipare attivamente a ciò che succede in scena, seguendo il percorso suggerito dai danzatori ed avendo la grande opportunità di scegliere personalmente da quale prospettiva si voglia osservare l’azione.

LE VENT NOIR

Uno spettacolo liberamente ispirato agli scritti di Gaston Bachelard

Eravamo come un’immagine… R. M. Rilke

 

Abitare oniricamente è qualcosa di più che abitare il ricordo. La casa onirica è un tema più profondo della casa natale; corrisponde a un bisogno che viene da lontano. Ci perdiamo in lei, la sogniamo… non immaginiamo ciò che è stato ma ciò che avrebbe dovuto essere, ciò che avrebbe consolidato per sempre le nostre reverie intime. Una strana dimora appare nei nostri ricordi; non è un edificio, ma si conserva nell’intimo come un frammento, fusa e distribuita dentro di noi .

Il ritmo dei corridoi e dei labirinti cresce nell’immaginazione dinamica.

Già ampliamente individuato dalla psicanalisi classica, appare in tutta la sua anatomia segreta, il significato delle stanze in infilata e delle porte che si offrono – sempre socchiuse e accessibili a chiunque – lungo i corridoi. L’atmosfera sotterranea e notturna, che agevola il manifestarsi dei voli onirici ed immaginari dei performers, è completata dall’inserimento di citazioni cinematografiche, teatrali e televisive: da Ultimo tango a Parigi alla Maria Brasca di Testori, fino ad Una giornata particolare, Alberto Sordi e Milly. Elementi scenici, musiche, personaggi, atmosfere che, da un lato fungono da rêveries temporali, testimoniando il forte e costante collegamento fra passato e presente, e dall’altro rivelano il potere del frammento, che in un istante rappresenta un mondo fatto di immagini evocative e sogni ad occhi aperti, costantemente in bilico fra il reale e l’iper-reale .

Immagini superstiti e temi astratti prendono vita in questa casa in cui le metafore acquistano il sangue della vita per poi cancellarsi nella linfa della vita stessa.

 

PRIMA STANZA , reverie del passato familiare

Improvvisamente una stanza, con la sua luce, mi si presentò di fronte. Quasi impalpabile in me… vi ero già in un angolo… attesi… tutt’intorno in quei luoghi conoscevo il potere delle madri, ma sapevo anche su quali terreni, privati per sempre di aiuto, spinga ogni pianto. Frammenti di gerarchie antiche in un accesso alle proprie memorie profonde.

Il mondo esterno, che ancora appare prima di disfarsi nella memoria onirica, entra attraverso il tema della finestra come un occhio aperto verso il fuori, tanto più significativo quanto maggiore è l’intimità della sua stanza. Attraverso la finestra, nascosto dietro la finestra, l’uomo vive una sorta di dialettica dell’immensità e dell’intimità.

 

SECONDA STANZA , reverie dell’intimità

Il vigore della casa povera: il rifugio misero trasfigura il rifugio primordiale e assolve la funzione atavica del riparo. Nella “reverie centrale” il soggetto cerca un sostegno addentro alla solitudine e alla segretezza del centro, coalizzato sotto una piccola luce contro la fluidità esterna. Un odore di vecchia biancheria che ha perso la propria freschezza, una stanza-corpo, un fluire dell’acqua onirica , come profondità dell’inconscio, un lavaggio che è allo stesso tempo ossessivo e frenetico e capace di assimilare come il succo gastrico.

La lampada trattiene i sogni che s’impadroniscono di noi. La purificazione celebra l’unione del sensibile e del sensuale, attraverso l’acqua, materia primordiale: pulire, pulire, pulirsi è come scavare la terra, si trova l’acqua, il fondo del bacino sacro intorno al quale, strato su strato, sono cresciute le nostre reverie oniriche. E la metafora che non riesce ad esprimersi ,rappresenta la realtà psichica del desiderio di purezza.

 

TERZA STANZA , reverie del nero

Se con l’immaginazione entriamo in questo spazio notturno, chiuso all’interno delle cose,se veramente viviamo la loro segreta oscurità, scopriamo dei nuclei di dolore. E’ lo “choc nero” che suscita emozioni profonde. Le battaglie dell’intimità. Le lotte più grandi non si combattono contro le forze reali, ma contro quelle immaginarie.

” Sentivo in me altrettanta dolcezza che violenza”. Il vero amore è selvaggio e triste, è una palpitazione a due nell’oscurità.

 

QUARTA STANZA, reverie dell’intimità contesa

In una vecchia e polverosa cucina di casa popolare ,riaffiorano relitti di un’antica vita familiare, consunta e sola. Contro ogni logica, imitazioni di tentativi per un incontro lirico, immersi in un paesaggio minimo, mesto e misero. Siamo stridenti e siamo laceri. Poi un richiamo all’ordine, un abbrutimento fino alle dinamiche grottesche. Ritrovarsi nei riti sociali della famiglia, con scatti di luce improvvisa e bagliori di sorpresa … legami che si tendono e che non riescono, nonostante tutto, a districarsi …

 

QUINTA STANZA, il serpente, reverie dell’immagine complessa/reverie animalizzata

Qui si prolunga la sensazione di profondità. Si arriva alla terra,nera umida, su cui appoggia la casa. Se la terra sussulta, è perché il serpente sogna; perfora il suolo in un’emozione primitiva e psicologicamente attiva. Necessariamente invischiati in una molteplicità di registri – dalla seduzione sussurrata al sibilo improvviso di un essere nudo – siamo tutti coinvolti e travolti dalla scia aurea del movimento, ormai assolutamente sciolta dai vincoli del reale e completamente immersa nella dimensione onirica. L’immagine del serpente è diversa da quella di tutti gli altri animali; è difficile capire l’origine dei suoi moti dato che non ha né pinne, né piedi, né ali e tuttavia fugge come un’ombra, svanisce magicamente.

 

STANZA IN FONDO

La stanza in fondo ,quella che si raggiunge  con la sensazione che non è possibile allontanarsi e cercare altrove riparo. La poesia della casa riprende la propria funzione, fa rivivere le intimità e ritrova le grandi certezze di una filosofia del riposo.

 

INFO: lo spettacolo è disponibile da ottobre 2012 ,

per eventuali informazioni e richieste di schede tecniche contattare:

Matteo Bittante responsabile Compagnia

org@dancehaus.it

0236515997


febbraio 2014

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Audizioni Accademia Susanna Beltrami

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Susanna Beltrami è un punto di riferimento internazionale per la danza e le arti applicate fondato e diretto da Susanna Beltrami.Non è solo una scuola di danza ma una vera “casa della danza” in cui convivono compagnie di rilievo nel panorama coreografico internazionale. Fiori all’occhiello l’importante Accademia Susanna Beltrami, triennio di alta formazione per danzatori contemporanei ed il Dance Theater Class corso di perfezionamento della Compagnia Susanna Beltrami. Affermata realtà di produzione per spettacoli ed eventi.

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