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DanceHaus
Susanna Beltrami

Via Tertulliano 68/70

20137 MILANO

Tel: + 39 02 36515996

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Fondata e diretta dal 2009 dalla coreografa Susanna Beltrami, DanceHaus si presenta come una vera e propria Casa della Danza, polo multidisciplinare di alta formazione e punto di riferimento per lo studio, la ricerca e la diffusione della danza contemporanea e dei linguaggi ad essa affini. Al suo interno si realizza ogni anno un progetto di “site specific” in cui trovano sede spettacoli e showformat coreografici, accademie di danza (Accademia Susanna Beltrami, Accademia Kataklò e DHHD - DanceHaus Hip-Hop Department) e corsi specialistici e, in linea con le tendenze artistiche del momento, esperienze trasversali come le residenze artistiche di giovani compagnie, la ricerca sul movimento corporeo dei disabili, l’attenzione ai nuovi linguaggi della creazione, la coniugazione con il design e la moda, il legame con le università, il territorio e le istituzioni culturali della città di Milano. DanceHaus è inoltre sede stabile della Compagnia Susanna Beltrami e della DanceHaus Company, fucina di talenti e di idee. Un luogo per la danza, senza barriere architettoniche, attrezzato con particolare attenzione alle esigenze tecniche e performative dei danzatori e con attitudini eccezionali per l'organizzazione di performance, spettacoli ed eventi on demand.

Dal 2011 è parte del network DANCEHAUSpiù, sostenuto dal Comune di Milano, Regione Lombardia e MIBACT al fine di espandere i confini delle attività come centro di produzione e promozione. Nel 2018 DANCEHAUSpiù è riconosciuto come il quarto Centro Nazionale di Produzione della Danza.

 

Per cogliere il senso del lavoro di  Susanna Beltrami e il peso del progetto della sua DanceHaus bisogna fare un passo indietro nel tempo, dentro gli anni Ottanta, quando la pratica della danza contemporanea cessò di essere la sorella minore e un po’ eccentrica del balletto che si produceva negli Enti lirici e nelle scuole per signorine ben educate e s’impose con una fioritura di prove coreografiche e spettacolari. Era successo che una generazione di creativi aveva individuato una nuova e più stimolante disciplina artistica per confrontarsi con la realtà e si era mossa andando ad approfondire la lezione dei maestri inglesi e americani, guardando a quello che succedeva nella vicina Francia, innamorandosi di artisti come Pina Bausch, Carolyn Carlson o Lucinda Childs, ma anche il butoh e le danze orientali, osando liberare la fantasia coreografica in tutte le direzioni. La scelta di campo si è identificata come scelta di vita.

 

L’esperienza di Susanna Beltrami si colloca sull’onda di questo processo e ne è il paradigma. Dovendo inventarsi un linguaggio e una poetica era necessario avere un ambito per creare, provare, crescere e dunque un luogo vocato alla formazione: una scuola dove l’insegnante era al tempo stesso ricercatore e dove progressivamente gli allievi si misuravano con la professione. In questa polarità fra formazione e creazione coreografica ha preso valore una tensione che si è trasmessa di generazione in generazione fino ad oggi. Con questa tensione ha investito il concetto di danza che è stato declinato nelle forme più innovative. Così alla responsabilità degli insegnanti-formatori si è presentato un quadro rinnovato che imponeva e impone una continua attenzione alle reali desinenze del fenomeno.

 

L’Accademia di Susanna Beltrami (originariamente legata alla Pier Lombardo Danza) ha assecondato questo movimento crescente liberandosi da qualsiasi pregiudizio o steccato per comprendere il più ampio spettro di esperienze che vedono il corpo quale protagonista. Si è ampliato il percorso artistico, che contamina le arti e le forme, si misura con il linguaggio classico ma anche con le opportunità commerciali (televisione, moda, eventi), offre nuovi stimoli alle étoiles e si prende cura degli sbocchi professionali, mentre si è sviluppato anche il confronto con le richieste che emergono  dalla società, dall’applicazione terapeutica (disabili, audiolesi, ecc.) all’aiuto alle nuove generazioni, offrendo loro spazi di ricerca e strumenti tecnici.

 

Il traguardo attuale è rappresentato dalla DanceHaus che fin dal titolo si presenta come una casa, che può essere abitata da progetti e da artisti ma anche dal pubblico e dunque costituisce una vera e propria “community” che guarda al di là delle cerchie di appassionati e di addetti ai lavori. La disponibilità di spazi e la possibilità di trasformazione del loro allestimento in funzione delle esigenze creative o formative, ne fanno un luogo specialistico di livello europeo.

 

Dentro la DanceHaus si realizza un progetto di “site specific” in cui trovano sede spettacoli e rassegne, scuole di danza e alta formazione, ma si sperimentano anche esperienze inedite come la residenza di giovani compagnie, la ricerca sul movimento corporeo dei disabili, l’attenzione ai nuovi linguaggi della street dance, la coniugazione con il design e la moda, il legame con le università, la creazione al servizio delle varie domande di danza professionale, componendo una realtà integrata di produzione, gestione, formazione, promozione e progettazione.

 

Gianni Valle